Quella strana cosa chiamata censura (o elogio della cattiveria).

La censura, ma che cosa curiosa.
Quando sul lavoro di un giornalista (per carità, fazioso come pochi e anche sgradevole) e perfino di un comico, intervengono perfino i politici, allora c'è seriamente da preoccuparsi. Ma nessuno se ne preoccupa, perchè in Italia è diffusa e considerata normale l'idea che non si possa dire quello che si vuole, soprattutto se si sta criticando il potere costituito (qualunque esso sia: politico, religioso, economico).

Non sono d'accordo, vista l'importanza della satira, che nel nostro paese troppo pochi praticano (e sanno praticare). Bisogna, cioè, essere dei fuoriclasse per coniugare incisività e opportunità. Ricordate il caso di Luttazzi? Quella era soltanto provocazione un pò buzzurra, e facilona. Ma se ricordiamo la rivista Il Male, oppure Il Vernacoliere, quanto desiderio che ce ne fosse molta di più, e sempre più cattiva. A prescindere, è ovvio, dal bersaglio: in un mondo migliore la vostra Regina sogna dei feroci attacchi politici, etici, di opinione (per chi ancora ce l'ha), diretti indifferentemente a scudi crociati, falci e martelli, minestronzi e miscellanee varie, difensori dell'italianità, della vita, della morte, delle sagre del melone in asciutto (esiste, esiste), dei radical chic di sinistra e delle urlatrici in minigonna e Hermès della destra.

I nostri governanti", e le caste, e i vari sepolcri imbiancati che troviamo dappertutto, hanno poco da offendersi (?): il lucroso mestiere che hanno scelto o nel quale sono stati piazzati comportano anche questi rischi del mestiere, si rassegnino.

Noi lettori, ascoltatori e telespettatori, nel nostro piccolo, possiamo soltanto ricordarci che la nostra libertà di espressione è la stessa per la quale l'attuale papa può affermare che "la resurrezione è un fatto storico" (come lo sbarco in Normandia o l'11 settembre?), che i minus habens del Grande Fratello possano praticare petting a tutte le ore del giorno in diretta TV, che il comune di Bologna possa pubblicizzare un convegno con una copertina come questa.
Ditemi poi voi cosa è normale e cosa no.

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