Sesso sulla poltroncina (ma anche il divano va bene).

Mai in vita mia avrei pensato di essere d’accordo con Tinto Brass quando afferma che “..L'erotismo è l'illusione di quegli intellettuali che con le parole hanno ucciso il sesso”. Verissimo, ricordate i miei dubbi amletici (ohibò) sull’efficacia e la gradevolezza del sesso sul comodino?
Il vecchio satiro amante dei deretani (epperò se sono sempre perfetti come quello di Claudia Koll pre-conversione, non vale: cominciamo a dire che anche la buccia d’arancia può essere sexy, e che cavolo) evidentemente tira l’acqua al suo mulino, sostenendo l’ “onestà” della pornografia. Purtroppo non è così, non sono sempre fantasie pre-infartuali di qualche sporcaccione, di solito bucoliche e agresti: insomma, caro Tinto, non è che le ragazze che vanno in giro senza mutande in bicicletta siano poi così plausibili (eccitanti non so). So solo che se vedessi un figo spaziale con le pudende al vento a cavallo di una bici probabilmente un po’ di turbamento lo proverei, ma causato più dal pensiero del dolore ai gioielli di famiglia che delle fantasie erotiche.
Ma poi, chissà se la credibilità di certe situazioni può essere un valore aggiunto, o al contrario smorzare gli entusiasmi degli spettatori. Penso al delizioso Lucìa y el sexo, semisconosciuto film di qualche anno fa in cui la protagonista girava per l’isola di Formentera mezza nuda dalla cintola in giù, ma a parte questo la storia era carina, quasi tenera nelle ossessioni fornicatorie dei protagonisti (oddio, sto proprio invecchiando…).

Le immagini sono certo più potenti e immediate dalla parola scritta, proprio per questo è facile fare dei clamorosi scivoloni nella pornografia, a volte anche un po’ ridicola. Come il telefilm Nip/Tuck, di cui ho adorato la prima serie, finchè non si è scivolati sulle solite ammucchiate, il solito bondage, il solito lesbismo, e alla comparsa del nano (…) ho capito che era meglio ripiegare per sempre su I Cesaroni.
Oppure si cade nella fantasmagoria, con signore che emettono sospiri e rantoli al primo bacino, ammazza!, con inquadrature di ore e ore che mostrano tutti i lati della schiena di lui/di lei/di loro senza arrivare al punto, o con trovate ributtanti, come Asia Argento che bacia un rottweiler (qualcuno lo aiuti, poveraccio…).

Il sesso al cinema è spesso bagnaticcio, nel senso che vasche, laghi, mari e piscine con fumi di sospetta provenienza che si alzano nella notte vanno molto forte come ambientazione, e le conseguenti acrobazie (perché per il sesso acquatico, insomma, bisogna avere vent’anni, sennò poi viene il colpo della strega) possono entusiasmare o deludere: non si vede granchè, al massimo s’immagina.
Il sesso cinematografico o televisivo è quasi sempre patinato: i partner sono belli e levigatissimi, con certe bracciotte tornite e visi impegnati che sembra una seduta dal dentista, con certe venuzze in rilievo che dovrebbero essere segnale di passione e qualche volta fanno temere l’aneurisma. Infatti, quando poi vedi Caos Calmo e le impietose pieghe della carne dei protagonisti, ti senti male perché è come vedere Babbo Natale con i pantaloni calati, e ti stupisci: nei film fighi i protagonisti non si tolgono mai i pantaloni, men che mai i calzini, che spariscono da soli come per magia (la camicia, quella viene strappata di dosso, ma mai che si incastri nel braccio, boh).

Non parliamo poi di cose tipo mascheroni da Carnevale di Viareggio e orge alla Eyes Wide Shut (film da me ingiustamente criticato, in cui sembrava perfino che Cruise sapesse recitare, ma era tutto merito di Kubrick e della suddetta maschera): passino le ammucchiate, ma l’orrida musica funebre in sottofondo mi faceva venire voglia …di un Cd dei Cugini di Campagna.
Il sesso gay mi fa tenerezza, come i due sfortunelli di Brokeback Mountain: ho pianto come un vitellino per tutto il film, mentre tutti gli uomini presenti in sala si agitavano sulla poltroncina (come se due tipi come quei due machoni delle praterie potessero mai anche solo guardarvi, signori, aiò…), mentre la versione femminile è di solito centrata sul più noioso voyeurismo e comunque per vedere un’altra donna nuda mi basta andare nello spogliatoio della mia piscina.

Insomma, non sono più i tempi della goffaggine studiata di Il postino suona sempre due volte, con Jessica Lange buttata in mezzo alla farina (che è meglio del solito fieno associato al prestante stalliere, evergreen di tante fantasie erotiche femminili, che mi fa impressione un po’ per la rinite allergica e un po’ per gli animaletti), o dell’accoppiata sempre vincente cibo-sesso di 9 settimane e ½, prima che Rourke si deformasse definitivamente con il botulino (non il batterio delle lattine di fagioli scadute, quello sul faccione, eh).

Ecco perché l’ultimo film che ho visto è l’evitabilissimo fumettone Spirit, e dopo un tale shock ho deciso di non perdermi più una puntata della sit-com di RaiUno Tutti pazzi per amore, vuoi mettere il buon Solfrizzi che canta e balla i Matia Bazar?!

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