La Saga di Accozzolo, Parte V


Era un periodo di grandi riflessioni per Accozzolo, l’ottavo nanetto discendente dal casato di Accozzonia, conosciuto in tutto il Fantabosco perché aveva, unico fra i suoi simili, un lavoro stabile nella P.A.N. (Pubblica Amministrazione Nanettolosa), ottenuto per concorso pubblico, al quale aveva partecipato soltanto lui, causa bando pubblicato nella C.U(Corteccia Ufficiale) misteriosamente soltanto due giorni prima della scadenza.

Ma tant’è: Accozzolo, in fondo, era un bravo nanetto che semplicemente viveva in un mondo di fiaba rispetto agli amici del Fantabosco, e non era cattivo cattivo né supponente come i suoi amici Rolexolo, Hoganolo, Vuittona, soltanto, come dire, un po’ ingenuo.

L’incontro con la nanetta Interessantola, la nanetta (precaria) dal Curriculum Vitae più interessante del Bosco conosciuto, aveva dischiuso un mondo di emozioni e di esperienze nuove, in cui per la prima volta il candido nanetto intravedeva che un’altra vita è possibile, anzi probabile. L’aveva già intuito frequentando il suo amico Sfigattolo, che lottava contro i tentativi della sua azienda di Information Nanettology di esternalizzarlo a un ettaro da lì e perdipiù con un contratto di soli 10 mesi (che confrontati alla vita media dei nanetti sono proprio come una goccia di rugiada sulle foglie del proprio albero).

Accozzolo, che da qualche tempo aveva, e considerava naturale averli, tredicesima e quattordicesima (puntualmente Sfigattolo gli chiedeva cos’erano queste misteriose entità, forse un nuovo tipo di ghianda?), scoprì presto che vi erano altre sfumature nanettologiche di vita: ad esempio, che è possibile non sapere se fra qualche mese potrai ancora pagare l’affitto del tuo funghetto con cucinotto abitabile, se prima sei riuscito ad andarci, in affitto; che ai colloqui di lavoro che il tuo bellissimo CV ti procura ti viene chiesto se “per caso” vuoi formarti una famiglia nanetta(come se farlo fosse facile, pensava Interessantola, che cominciava malinconicamente a sentire l’orologio nanettologico ticchettare e non aveva neanche un fidanzato nel Fantabosco), ecc.
Accozzolo conobbe Interessantola in un momento un po’ delicato della sua vita, in cui lei cominciava a studiare per un concorso della P.A.N. di cui aveva letto per caso sul giornale che di solito utilizzava per incartare il pesce (i giornali non avevano una particolare qualità di lettura nel Fantabosco) e lui, appunto, a riflettere sulla incredibile complessità della vita, che, intuiva, andava al di là della vacanza all inclusive che stavano progettando Smartolo e Hoganolo dall’altra parte del Fantabosco, dove il sole batteva tutto l’anno e c’erano tante nanette in bikini con le quali bere cocktail alla frutta sotto un ombrellone.

La nanomamma di Accozzolo era un po’ preoccupata per questa vacanza: cosa avrebbe mangiato il suo cucciolo, sarebbe stato attento alle punture delle zanzare, chissà che gente avrebbe conosciuto…meno male che "il mio bambino" (lo chiamava così, e Accozzolo un pò gongolava) almeno aveva il suo lavoro, per quanto fosse così pesante, 2 ore nette al giorno e il resto a sbrigarle le commissioni in Posta e a cercarle su Nano-Bay gli esemplari di statuine di Capodimonte che le mancavano.
Intanto Accozzolo, colpito al cuore dall’incontro con Interessantola, fece di tutto per conoscerla e infatti la conobbe: gliela presentò proprio l’amico Sfigattolo, e subito si piacquero. Mancavano poche settimane al concorso di lei e al viaggio di lui….

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