Efisio, me & the city

[un vecchissimo post del 1 maggio 2007. ero giovane e innamorata di questa città. e lo sono ancora.]
 
Per Efisio, il martire glorioso che passa ondeggiando su un tappeto di petali, tutta la città si risveglia. 
Solo per Efisio, un bambinotto guerriero racchiuso in una teca di vetro, anche una (semi?) agnostica organizza i suoi impegni in base ai suoi spostamenti, come fa un sacco di gente che non lo segue, bensì “lo accompagna”, non sia mai che si senta solo

Solo per il piccolo santo anche l’agnostica passa 4 ore seduta in una tribuna da cui non si vede nulla con il sole a picco, e solo per Efisio si sopportano il turista che dice cose tipo “uh, sti costumi…sembrano tutti uguali (?), magari sono sempre gli stessi, fanno solo il giro dell’isolato a tornano”, solo per lui non si sferra una gomitata al maleducato che ti pianta i piedi nella schiena.  

Solo Efisio, only you, viene chiamato per nome dalla gente, che ne parla come se fosse una persona in carne e ossa; e sulle gradinate non si parla che di lui. Cosa starà facendo? Sarà già uscito dalla chiesetta? dove si sarà fermato? Efisio lo chiamano, lo aspettano, lo salutano quando passa e gli buttano i fiori e le speranze. Lui, un pò accaldato dentro il cocchio, passa traballando, non sembra scocciato per le innumerevoli soste e si lascia guardare e toccare volentieri, perchè migliaia di persone sono lì solo per lui

Dietro c’è la gente che lo accompagnerà nel viaggio verso Nora, e che non lasciandolo solo forse si sente un pò meno sola pure lei

[nella foto, il frigorifero di casa mia]

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