Anche le 40 enni fanno sesso. Giuro! Però non ci dedicano una “inchiesta”, eh!



Avrei voluto fare un titolo più accattivante, mettendoci qualcosa di colorato che va bene per tutte le stagioni: che so, una parola più accattivante tipo “sverginare”, per dire. Ah, l’ha già fatto un quotidiano nazionale? Vabbeh, niente. E “pompino”, si può? Mi sa di no, meglio “sesso orale”. Ma non è che poi non mi cliccano perché pensano sia il “sesso di cui si parla” (immortale citazione)?

Insomma, alla fine ho abbozzato e almeno ho messo il vocabolo magico: “sesso”. Attività piacevole, nobile, se si è fortunati pure divertente, ancor di più se abbinata al sentimento. Eterno spauracchio dei repressi e dei moralizzatori veri e per finta, come ogni pulsione umana suscita attenzione  e dibattito. Deve aver pensato questo il direttore del quotidiano - che non cito per non fare ulteriore pubblicità – nel commissionare una inchiesta (sic, doppio SIC!) sulla sessualità dei giovanissimi: “Sex and Teens”. L’autrice è una ragazza bella, di famiglia nobile, ricca, di buonissime frequentazioni, che per questa e altre ragioni si tira dietro pregiudizi e critiche, com’è ovvio. Fra i quali quello della percezione della  realtà. La realtà, cara contessa. La vita, capisce?

I due pezzi sono giornalisticamente un po’ approssimativi. L’inchiesta (sic, l’ho già scritto?), è stata condotta nelle scuole, nelle famiglie, nei consultori, negli ospedali, intervistando medici e ragazzi, fornendo uno spaccato dell’Italia da più punti di vista? Macchè: in un liceo milanese, e poi intervistando un normale adolescente: soft-metal, beve succo di pera, ricorda Johnny Depp giovane e si impressiona davanti all’aggressività delle coetanee. Di ghisa, diremmo a Cagliari.

Ora, la giornalista ha di certo letto “La solitudine dei numeri primi” di Giordano, da cui ha attinto un immaginario infernale di situazioni bullesche e malessere giovanile. Fra spietatezza e lessico da Bar Sport le ragazzine dai 14 anni in su appaiono tutte disadattate con impulsi orgiastici, che celebrano la perdita della verginità facendo invasione di campo durante la partita di pallavolo e urlando cose che mi fanno rimpiangere le comiche di Benigni.  

La nuova frontiera del non-giornalismo sta appunto in questi articoli (?) parossistici, pieni di pompini e sturamenti, di luoghi comuni un tanto al chilo, a partire dal classico “le ragazze scelgono tutto e i ragazzi hanno paura di avercelo piccolo”: quindi, implicitamente ma non troppo, le ragazze sono tutte grandissime zoccole e i ragazzi dei gran fessi.

Parallelamente un quotidiano online locale ci da una notizia incredibile, mai sentita né tantomeno immaginata prima: e cioè che in una discoteca cittadina, nella prima serata per adolescenti, c’è stato un episodio di sesso orale nei bagni, davanti a tutti. Del maschio non si fa quasi menzione, che tanto si sa che è solo un pene con qualcuno intorno, mentre della ragazza vengono forniti dettagli piccanti (“si è spogliata”, ecc.). Quasi ho voglia di andare a comprarmi un giornalino porno, almeno so cosa leggo.

Gli adolescenti sembrano essere diventati una nuova e ghiotta carne da macello per certa stampa, che dimostra non solo una tendenza splatter che troviamo un po’ ovunque ci sia necessità di clic, ma anche un nuovo moralismo imbecille rivolto ai costumi sessuali dei giovani e soprattutto delle giovani donne. Nell’inchiesta (sic!) non c’è traccia di approfondimento, di un perché, di una opinione diversa, di un approccio educativo o di un qualsiasi pensiero strutturato sul sesso, nemmeno da parte di chi scrive. Come se il sesso in giovane età fosse un fenomeno incredibile, mai sentito anche questo, che i genitori non conoscono e che il giornale vuole mostrare in tutta la sua sconvolgente e inedita incidenza sulla società (non ridete, adesso, chè non c’è nulla da ridere). 

Ci sarà mica un collegamento fra la morale d'accatto (e degli accattoni della notizia) e i casi di prostituzione in cui vengono descritti minuziosamente le motivazioni e le strategie delle giovani "squillo" e mai le pulsioni dei clienti para-pedofili?

Genitori e non, un appello dal cuore: prima di condividere questa roba o anche solo commentarla, pensateci su. I nostri ragazzi e soprattutto le ragazze non meritano questo, soprattutto a quell’età, ma hanno diritto a uno sforzo reale, vero, sincero di ascolto e comprensione, di critica motivata, di regole: non di essere ridotti a macchietta.

E poi, se questa è“Sex and Teens”, io, che come molti sono orfana di “Sex&The City” e della straordinaria Samantha (interpretata da Kim Cattrall), potrei, vista l’età, organizzarmi una inchiesta tutta mia, titolo: “Sex and Milf”, ovvero anche le quarantenni fanno sesso (mi spiace per gli amici uomini, ma è evidente che loro, per i media, a 16 anni come in seguito, sono da considerare solo un accessorio: non tirano, insomma, come afferma quel vecchio detto).

Una cosa anche questa incredibile (e non fate ironia, mì!), a dirsi e a immaginarsi, un argomento pazzesco a cui nessuno ha mai pensato, sul quale i lettori potrebbero cadere dalle nuvole, interrogandosi per giorni, dibattendo sul come sia possibile (ancora: non fate ironie, potremmo offenderci!), per quale meccanismo misterioso questo fatto accada nella nostra società eccetera.

Io la faccio, l’inchiestona: dite che poi mi pubblicano su un quotidiano nazionale e magari vinco un Pulitzer?

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