anche se non vuoi (e soprattutto se non puoi)

Set di pentole in ceramica, auto elettrica per bambini, poltrona a sacco e trattamento sbiancante ai denti: guardo le infinite possibilità dello shopping multimediale e mi sento attratta, ammaliata, pure un pò intontita. La batteria di test allergologici, la grattugia con 10 lame che taglia a tocchetti, julienne e chissà cos'altro, le cose più inutili, superflue, ingombranti e pure, alla lunga, un pò stressanti. Mi piacerebbe comprarle tutte, fosse anche solo per sentirmi normale, cioè, semplicemente, in grado di spendere soldi. In tempi di incertezza ho capito questo: che il vero oppio dei popoli, anche a rischio di far ribaltare il caro vecchio Karl nella tomba, non è più la religione ma il consumo, o forse è il consumo che è la vera religione. Insomma, a parte le tristi elucubrazioni: vogliamo ancora comprare, e meno soldi abbiamo più ci rode il non poterlo fare liberamente. Per fortuna ci vengono in soccorso tanti angeli dello sciopping democratico, che ti raggiunge anche se non vuoi, e soprattutto, anche se non puoi. Nel frattempo, i media fanno il loro lavoro, con la notizia del nuovo albergo-spa superlusso di Armani, mentre l'intontimento, lo ammetto, si va trasformando in un serafico allontanamento dalla realtà, sarà anche la fame di quest'ora?. Magari una cena scontata del 77% in un oscuro ristorante di chissàdove potrebbe aiutare, potremmo anche acquistarlo, dopo tutto costa così poco.

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