Sento le voci.

Accendo la radio e sento le voci, voci aliene che mi dicono cosa devo fare: dare fiducia a quello, votare quell'altro, difendere insieme i diritti delle donne, piazza d'armi che sprofonda, l'economia del poetto, Cagliari solidale, dove è nata l'Italia, viva Cagliari e viva l'Italia, abbasso le guerre imperialiste, e perfino uno che nello spot elettorale a pagamento cita Cetto la Qualunque, ma vi pare possibile??
Musicalmente, poi, è il delirio: Iggy Pop a manetta (per sinistra e destra), melodie andine a tipu Inti Illimani, marcette trionfali da inni nazionali, perfino la musica del pieraccionesco Il Ciclone, ho sentito perfino, diomenescampi, un sacrilego uso di Smoke on the water!
Cerco di sfuggire alle voci, ai faccioni che mi circondano, ma sono appiccicate l'una vicino all'altra in una convivenza intima  e forzata proprio sulla strada che porta al parco, e Diegoarmando e Giggirriva li guardano basiti dal loro passeggino, spesso mormorano straniti "pa palla..." e mi è sembrato di sentire perfino "ca-cca....", ma non sono sicura, d'altro canto hanno solo 19 mesi e già vedono certe cose, poveretti.

Anche se cerco di fuggire lontano, le voci e i volti mi inseguono, e due giorni fa ho anche trovato un giornalino nella cassetta della posta, a metà fra il volantino del Carfur e il free press troppo colorato attualmente distribuito in città: ma trattasi della newsletter del candidato sindaco del centrodestra. Al quale vorrei chiedere cosa significa, esattamente, "Cagliari deve essere la città della pari opportunità reali e non fasulle. La città dove la donna, se lo desidera, possa lavorare e avere le stesse possibilità di accesso al lavoro e alla carriera di un uomo".

In che senso "se lo desidera"? a un uomo si chiede se "desidera" lavorare?
quanto al lavoro e alla carriera, direi che un amen ci sta benissimo.

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