Tata Francesca


Tutti abbiamo visto almeno una volta il programma SOS Tata, e non dite di no, perchè è una trasmissione che esercita un fascino morboso anche sulle persone più insospettabili: le amiche fashion victim, le mamme (nostre) senza nipoti che però memorizzano i fulgidi esempi pedagogici delle nannies televisive per le future polemiche con le figlie, perfino qualche rappresentante del sesso maschile che, a seconda dello stato civile,  nasconde a malapena un sospiro di sollievo o una furtiva lacrima di sofferenza.

Le tate sono tre, ognuna più ferrata delle altre in determinate problematiche, ma la star assoluta è lei, Tata Lucia: la più anziana, esperta, tranchant e determinata, affronta i casi ai confini della realtà. Sue frasi tipo “sono convinta che in ogni attività, anche quelle di gioco, ci debba comunque essere un senso e una finalità di apprendimento”, vado a memoria ma il senso era quello, poveri i genitori che, ridotti allo sfinimento, piazzano i bambini davanti ai magici Teletubbies che diolibenedica.
Le Tate spiegano ai genitori ostaggio di creature apparentemente indemoniate, in realtà il più delle volte abbandonate a se stesse, trucchi misteriosi e segreti inconfessabili su come, ad esempio, mettere i bambini a letto e farceli rimanere. E cosa c’è di difficile, direte voi? Se lo chiedete vuol dire che A. non siete dotati di prole o avete mollato gli amici che ne sono provvisti oppure B. siete delle anime pure, fiduciosi nella Provvidenza o peggio ancora, “nei ritmi naturali del bambino”. Auguri.

Tata Lucia consiglia alcune semplici regolette, che io non ho mai studiato perché indisciplinata di mio e perché i neuroni non mi sono ancora tornati tutti.
Ma sentire mia madre che mi telefona apposta per dirmi orgogliosa, dopo mesi di sguardi perplessi e tentativi velatissimi di boicottaggio, che “ho visto SOS Tata, un caso tremendo di bambine che non volevano saperne di dormire……e la Tata Lucia consigliava proprio tutto quello che fate voi, ad esempio di non portarli più fuori dalla camera una volta messi nel lettino”, mi ha fatto sentire vagamente nazista, ma non ha prezzo!

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