Un anno vissuto pericolosamente.

Tempo ce n'è poco; ma è una delle cose che dicono tutte. Tutte dicono quanto è bello, esaltante, meraviglioso e pieno di tenerezza, e ogni volta mi viene da rispondere "ma va?", perchè mi sembra una cosa evidente come il sole che sorge e il tracollo del centrosinistra in Italia. Pochissime ammettono quanto sia faticoso e snervante, nel senso che i nervi, proprio, tendono a liquefarsi, così come la tenuta della faccia e delle tette (più giù neanche a parlarne, dopo una pancia di 18 chili tornare come prima è un argomento metafisico).
Oggi è l'anniversario della cosa migliore fatta in vita mia: è il primo compleanno dei miei bambinotti, che ho visto passare dallo stadio di alghe miagolanti a quello di trattori che avanzano senza riguardo per nessuno, così come è giusto: nel frattempo anche io sono diventata una persona diversa pur restando come prima, almeno così mi sembra (non vedo espressioni orripilate nelle facce delle mie amiche, prezioso indicatore del mio essere ancora una donna, a prescindere). Ho imparato molte cose, sbagliando molto ma, ed è la cosa più figa di tutte, azzeccandoci spesso, un pò per istinto - quello puramente umano, non quello materno, che sospetto sia una entità piuttosto astratta, una di quelle cose da rivista femminile - e un pò per carattere, e di questo vado molto molto fiera. Per il resto, sono distrutta da un anno vissuto intensamente, perchè, si sa, dare molti baci a due bambini (e al loro padre, il super mammo gemellare) è una cosa faticosa, soprattutto nelle situazioni estreme in cui li abbiamo messi, poveri cuoricini: al mare, in montagna, sulla nave, in aereo, in casa, al nido, tutti leccati da un labrador gigante, in camicia bianca a un matrimonio, nello zaino in spalla eccetera eccetera. Auguri a Leonardo e Michele, inutile dire che sono  belli e intelligenti e simpatici, lo dicono tutte, ma certamente in questo caso è vero.

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