Tutti nudi (forse).

Le piccole cose di ogni giorno ci stupiscono, ed è in questo stupore genuino che torniamo un po’ bambini, non è meraviglioso? Cioè, ogni volta che scopro qualcosa di sorprendentemente naif io mi illumino d’immenso.
Tipo questo foglio appeso nella bacheca della mia piscina (eh sì, la mia piscina è differente, e non solo perché sono antipatici come pochi, mugugnano se vuoi fare il recupero di una lezione, ti fanno pagare anche l’aria che respiri e aumentano le quote durante l’anno eccetera): “SI RICORDA AGLI UTENTI CHE NEGLI SPOGLIATOI E’ OBBLIGATORIO INDOSSARE IL COSTUME DURANTE LA DOCCIA”.
Cioè, dopo l’allenamento, arrivati negli spogliatoi (ovviamente divisi per sesso), sarebbe obbligatorio starsene vestiti mentre ci si sciacqua il cloro di dosso.
Chissà se succede anche ad Azzurro quando gioca a calcetto? Devo ricordarmi di chiederglielo.
Io, che da maggio in poi mi spoglio appena posso (ma che avete capito? In casa mia, al massimo in spiaggia, e comunque non ho alcun problema con la nudità mia e degli altri perché semplicemente la trovo normale), non l'ho presa mica bene, ovviamente: già pensavo con orrore al dovermi tenere una cosa addosso per farmi la doccia, ma vi sembra normale?
Sono quindi corsa alla reception dai simpaticissimi gestori della piscina e alzando il sopracciglio fino al soffitto ho chiesto: “…obbligatorio in che senso, scusi?”. Che piccola e miserabile soddisfazione vedere arrossire il ragazzetto, che ha allargato le braccia e ha bofonchiato qualcosa di incomprensibile!

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