Tanti begli auguri. Noiosi.

Semplicemente, pacatamente, e soprattutto praticamente: auguri per un nuovo anno il più possibile noioso.
Sì, avete capito bene: noioso.

Magari segnato da un amore “normale”, di quelli che noiosamente e prevedibilmente sbocciano, crescono, magari si consolidano, talvolta si spengono, e comunque nel frattempo non ti provocano continuamente la gastrite e il mal di testa, il tormento e l’estasi, con la differenza che il primo è infinitamente più lungo e dannoso per la salute della seconda.
Immortale Ungaretti : “Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia / Il vero amore è una quiete accesa”.

Oppure aperto, ad esempio, da un lavoro stabile, che certo non darà le emozioni forti dell’avventura e dell’ignoto, di chi oggi c’è e domani non lo sa e figuriamoci dopodomani, ma comunque fa sempre la sua porca figura quando provi a immaginarlo, quel dopodomani.
Sarebbe bello, amici & vicini, smentire i Sex Pistols e il loro “No future”, slogan profetico di cui però tutta l’Italia se ne infischia, affascinata com’è dalla mitologia dei self made men e delle yes women.

Desidero per noi la realizzazione dei sogni, e prima ancora la capacità di sognarli e anche di accettarne il fallimento, auguro soprattutto tanta salute a tutti, strumento principale per gestire il tormento, l’estasi, l’avventura e la precarietà, la flessibilità e le stronzate accessorie di cui sopra.

Auguro, insomma, a chi passa di qui un duemilanove di noia e sbadigli, costellato di giorni tranquilli da movimentare a nostro piacimento, senza che siano sempre i giorni a movimentare noi senza scampo, perché con le emozioni forti stiamo già dando - piuttosto inutilmente.

Naturalmente, nel pacchetto ci metto anche una dose accessoria di resistenza, chè mi sembra stia scemando, in alcuni casi, sarà mica l’usura del tempo e delle così appassionanti emozioni forti in collegamento diretto cervello- cuore- stomaco?
Spero insomma – e sospetto che spesso vadano a braccetto, solo che mi piacerebbe tanto verificarlo personalmente- che insieme a questo tipo di noia ci sia la possibilità di scegliere, e la volontà di farlo, ognuno secondo il proprio modo.

Nel mio piccolo, a questo scopo mi sto attrezzando di ogni tipo immaginabile di talismano propiziatorio per la notte del 31 dicembre, non solo per esorcizzare il passato anno bisesto-funesto, ma anche per attrarre la fortuna, questa sconosciuta: dalle orride mutandozze rosse (ovviamente almeno un pizzetto, un fiocchetto, un cornetto rosso o uno squallido strass devono avercelo) alla medaglietta della Madonna (o più d’una, anche in abbinamento al braccialino verde antisfiga, che come dicono le mamme “male non fa”), passando per il quintale di lenticchie e cotechino, i monili d’oro e qualcosa di nuovo e luccicante da indossare, il brindisi della mezzanotte, il falò dei vecchi calendari la mattina del primo dell’anno, eccetera… io mi ci metto d’impegno, poi vedremo come va: male che vada spero nell’effetto placebo ;))

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