La signora V.

Prima di tutto: non spaventatevi.
Ripetete con me: questo NON è un covo di femministe. Poi, una volta passato il primo timore, aggiungiamo insieme, come in un mantra: e comunque “femminista” non è una parolaccia, e non indica una psicolabile.
Infine, per maggiore sicurezza, sarebbe meglio che soprattutto i maschi si convincessero che: anche le femministe fanno sesso, ovvero non sono necessariamente degli scorfani inguardabili e soprattutto NON odiano gli uomini.
[Questo lo posso testimoniare personalmente, giurin giurello ecc.]
Al limite, si amano molto, condizione utile per amare anche gli altri.


Questa signora ha imparato ad amarsi, ma soprattutto ad amare quel piccolo ma potentissimo organo che non è soltanto organo sessuale e riproduttore, (cioè non è soltanto, se vi sembra poco, l’origine del mondo) ma simbolo della meravigliosità femminile multitasking ancora troppo spesso data per scontata da chi alle donne si appoggia come se fosse dovuto, quando non è addirittura temuta, minacciata, e nei casi migliori spremuta come un limone (vero, caro il mio furbo “liberatore di donne” Brunettolo?).

Il V-Day, ad esempio, non è soltanto quella pacchianata che un rissoso e un po’fascio comico genovese ha organizzato in previsione di una sua probabile entrata in politica, ma è anche il nome di una cosa seria.
Di solito lo fanno il giorno di S.Valentino, ma io lo anticiperei a Natale, giusto con un pensiero per quelle donne che non fanno in tempo e dimenticano di ascoltare e di parlare con la signora V., prese come sono dal lavoro la famiglia la casa i mariti i figli la lavatrice i mille incastri e “certe giornate amare che è difficile spiegare, lascia stare...”.

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