As time goes by...

Leggo che Google compie dieci anni. Possibile? Sembra ormai che l’infinito motore di ricerca ci sia da sempre, e che sia impensabile vivere senza. Scopriamo perfino che contiene anche noi mortali, che pure non siamo famosi e non abbiamo fatto qualcosa di particolarmente importante, come lo erano quelli che trovavamo nella Treccani o simili mentre facevamo le ricerche (vere) alle medie e superiori.
(e non ditemi che non avete mai cercato il vostro nome su Gugol, non ci credo)
E allora, se pare impossibile vivere senza, come abbiamo fatto a vivere prima del 1998?

Come facevamo a studiare?
(con schemi, ripassi e sottolineature a mano sui libri, la versione ce la passavamo di mano e non sui siti specializzati, e il telefono – quello fisso- era sempre bollente).
Come facevamo a comunicare con gli amici e gli amori senza l’email?
(Questo forse è l’unico aspetto che mi provoca un po’ di sorridente nostalgia, se penso alle decine di lettere spedite e ricevute, lettere vere con la mano indolenzita alla fine, il francobollo e il calcolo di quanto ci avrebbero messo ad arrivare).
Come facevamo a trovare le informazioni?
(forse cercavamo soltanto quelle più strettamente necessarie, mentre ora, “già che ci siamo”, buttiamo un occhio anche sui naufraghi dell’Isola dei famosi e le intercettazioni zozze dei vari Qui, Quo& Qua).

Oggi sul motore di ricerca più famoso del mondo c’è anche il mio nome, anche se non ho mai scritto un’opera teatrale o una poesia, guidato un esercito o scoperto un vaccino: ha un po’ il sapore di una schedatura globale e un po’ di un surreale quarto d’ora di celebrità, come tutte le cose che quando le vedi scritte sembrano più vere.

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