Il Dottor D. e la Signora M.


Riunione di lavoro: no, di più , super verifica dell’avanzamento del progetto; ma che dico, meeting-briefing- brainstorming con infiniti salamelecchi e cerimonie di ogni tipo, con uso copioso di “professore” qua e “dottore” là. In mezzo a tutto questo “scioro” (esibizione) di competenze, risultati, presentazioni Powerpoint e dati vari, la solita rompipalle Regina Madry, dopo aver illustrato la sua parte di progetto si distrae un attimo, confesso. E nota una cosa bizzarra: nella conversazione generale, per i “dottori” e i “professori” lei è comunque la “signora” M. o se proprio si vuole strafare con lo spirito di squadra, semplicemente “Regina”, così, col nome di battesimo(!!!).

Ora, è pur vero che l’Italia è il paese in cui tutti sono dottori e un titolo, magari di “commendatore" (? Che non ho ancora capito che vuol dire) non lo si nega a nessuno: quindi perché mai la donna presente, di cui si conosce bene il titolo e comunque in un contesto lavorativo formale, è semplicemente “signora”?
Ahò, stai a vedè che questi pensano pure di essere “più” gentili, non distinguendo fra una situazione “quotidiana” (ad esempio ci presentano al bar, oppure io sono la tua salumiera o la tua vicina di casa, ecc.) e un contesto del tutto diverso…Mah.
Sospetto che lo stesso curioso fenomeno di “confidenza” si verifichi anche per i maschi, soltanto se giovani però; dunque io partivo doppiamente “incasellata”, almeno secondo il cerimonioso Dottor D. e affini.

L’ho trovato curioso. Sarà che del mio titolo non mi è mai fregato nulla, anche perché a mio parere “dottore” è soltanto il medico che visita i pazienti; ma ripeto, se proprio proprio me la menate, allora pretendo un uguale trattamento.

Fra l’altro, a questa riunione eravamo due ragazze, entrambe ugualmente titolate, in mezzo ai gentiluomini che fra loro parevano all'Accademia della Crusca e con noi alle prese con la verduraia (“buongiorno, signora Ada!”) o con la colf (“le presento la signora Franca”),cose che fra l’altro, forse, ci divertirebbero di più.

(la foto è di F.Sanna)

Etichette: , ,