Il lavoro è una merce?


E non sarebbe meglio se i lavoratori fossero trattati come tali? Almeno si riconoscerebbe il loro valore monetario, economico, come si farebbe, che so, con una cassa di champagne d’annata su cui è scritto “Fragile”. Almeno.

Ve lo siete mai chiesti? Il lavoro che fate, che è espressione di voi (noi) stessi se va bene, che svolgete anche se non vi piace perché dovete (dobbiamo) mangiare se va male o normale, secondo voi è una merce come le altre all’interno di quello spazio-divinità che è il Dio Mercato? Si può, dunque, comprare e vendere, anche svendere?

Non credo sia un problema di ideologia, quanto di etica umana, e di ragionevolezza in generale, per chi vuole svilupparsi, crescere, inseguire le magnifiche sorti e progressive di un capitalismo che è anche un po’ scemo. Perché è evidente anche a noi profani che continuando su questa strada si distruggerà da solo.
Consigliatissimo questo articolo.

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