Viva gli schiaffoni.


E viva anche un grande classico come stare in ginocchio sui ceci, gli schiaffi sulla nuca (altrimenti detti “pappine”), fino al sapiente uso della cintura e del ceffone “a manu prena”, che dà una soddisfazione non indifferente. Tutti gli antichi rimedi, insomma, che venivano utilizzati da genitori-pedagoghi di qualche anno fa, giustamente criticati perché applicati su bambini resi isterici dai suddetti genitori, ma che –qui lo dico e qui lo confermo per i posteri- vorrei venissero ripristinati d’ufficio per i maleducati di oggi, di solito non appartenenti alla fascia d’età dell’infanzia, ma dall’adolescenza in su. La notizia dello sgarbo alla senatrice Montalcini (99 anni, ipovedente, sostenuta da una accompagnatore) al seggio elettorale (in quattro si sono rifiutati di farla passare avanti) mi fa venire una disperata nostalgia degli schiaffoni ai maleducati. Gli stessi che in pullman stanno stravaccati sul seggiolino mentre gli traballa davanti un anziano o una signora carica di buste della spesa, quelli che nei palazzi ti sbattono il portone in faccia, quelli che ti passano davanti in fila o quelli che aprono un dibattito a voce altissima sulle medesima fila e/o sugli impiegati. Ci metterei anche il non salutare il vicino e il mutismo rincagnato di certe persone in numerose occasioni conviviali, sintomo evidente del totale disinteresse per la compagnia (e allora perché non te ne sei rimasto a casa?).
Agli impiccioni, quelli che ti domandano cose che noi umani non possiamo neanche immaginare (ti sei fidanzato/laureato/sposato/separato, hai figli, perché no, quanto trombi?), riserverei la cara e sempre utile cinghia del bisnonno (dopo i ceffoni).

La maleducazione è un grave male della società contemporanea e soprattutto una cosa che fa girare vorticosamente le palle a una antiquata Regina come me, che alle buone maniere ci tiene parecchio. La cura, appunto, sarebbe bello poterla cominciare a suon di schiaffoni.

(la foto è di F.Sanna)

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