E' venerdì anche per me

Urge riposo, relax, spegnimento del neurone, affogamento delle sinapsi, insomma ci siamo capiti.
Finora non è andata proprio così: nel pomeriggio mi sono illusa che un’altra serata fosse possibile, visto che alle 15.30 ero nelle mani di un ragazzino anoressico che mi faceva lo sciampo dal parrucchiere. La sensazione di beato rimbambimento seguita al massaggio in realtà un po’ troppo energico (il ragazzino sbuffava di fatica, che impressione!) si è consolidata sfogliando un giornalino che riportava le esternazioni di Fabrizio Frizzi: “Ho sofferto per molto tempo di ragadi anali”.

Poi il tempo parrucchieresco è finito e sono uscita lasciandomi dietro un tentativo di piastrarmi i ricci (horror!) e un effluvio di balsamo al limone, e mi sono rituffata nelle cose che avevo lasciato indietro, rimandandole, appunto, “a venerdì”: spesa inutile al supermercato (tre tipi di merendine per la colazione e niente per cena), lavoro arretrato e pure un surplus inaspettato che ho finito adesso, perdendomi parte della cerimonia del venerdì sera, evento imprescindibile e sacrale che per tanto tempo abbiamo aspettato, disperando che arrivasse di nuovo: la nuova serie de I Cesaroni.
Ora però, augurando a tutti un buon finesettimana, corro a immergermi in cotanto bagno di cultura, significati e significanti, quasi cinema d’essai.
Lunedì prometto di iniziare Guerra e Pace (acquistato qualche giorno fa).
O è meglio I Fratelli Karamazov?

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