Cosa accade in Russia?


Guerra e Pace 1- pag. 43 di 1419

Sono già stata a una serata informale a casa di Anna Pavlovna, in cui alcuni dei personaggi principali si sono manifestati: la padrona di casa, che abilmente gestisce le relazioni e dirige le conversazioni in modo da non far languire la serata (cioè più o meno quello che facciamo noi quando invitiamo più di 2 persone a cena), la bellissima Hélène dal “seno molto scoperto secondo la moda di allora” (siamo nel 1805, ragazzi), il principe Andreij, già in crisi con la garrula moglie Lise (la quale, incinta, partecipa alla vita mondana ridacchiando e civettando con gli ospiti mentre finge di lavorare a maglia). C’è anche il goffo Pierre, figlio illegittimo di un grande dignitario, educato all’estero, totalmente incapace di rispettare i codici di comportamento della società russa, in questo momento in fermento per le guerre napoleoniche, l’avanzata del “Buonaparte” e i giudizi discordanti che del condottiero vengono dati, soprattutto dai fedelissimi dell’Impero Russo.
Intorno ai divani di Anna Pavlovna si muovono anche nobildonne decadute che implorano favori e padri che tessono matrimoni combinati fra i loro figli dissoluti e ignare principessine zitelle, come fa l’esperto principe Vasilij cercando di sistemare il figlio Anatol’ (fratello di Hélène) con la triste principessa Bolkonskaja (sorella di Andreij). I due non lo sanno ancora, ma la Pavlovna e la baffuta Lise (Tolstoj è molto preciso) stanno pianificando il loro fidanzamento, motivato soprattutto dal fatto che il mantenimento di Anatol’ costa al padre 40 mila rubli l’anno e che la Bolkonskaja è molto ricca, benché segregata in campagna con l’avaro padre.
A fine serata, Pierre si reca a casa di Andreij, del quale è sinceramente amico, e ascolta i suoi sfoghi riguardo al matrimonio, di cui il principe sembra essersi già pentito, forse a causa di una moglie lamentosa che gli parla con lo stesso tono e sguardo con i quali si muove in società: “…se tu sapessi cosa sono tutte le femmes distinguées e le donne in genere! Mio padre ha ragione: egoismo, vanità, meschinità, nullità in tutto e per tutto: ecco le donne quando si mostrano per quello che realmente sono…”. Anche Andreij, cominciamo a intuire, dev’essere uomo di rara pesantezza esistenziale.

Per ora sono a pag. 43 dell'impresa. Organizziamo una lettura collettiva (mi accontento anche di un solo altro lettore che mi segua nell'impresa!) così da attraversare meglio questo mattoncino necessario!...Io attendo fiduciosa, intanto seguo Pierre che, lasciata la casa di Andreij verso l'una di notte, "...ed essendo giugno, era una di quella notti di Pietroburgo che non conoscono il buio", prende una carrozza di piazza (cioè un taxi) con l'intenzione di andare a casa. Ma poi cambia idea.

(foto di F.Sanna)

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