Parlami d’amore (e di torte salate)


Ma anche, volendo, delle scarpe che hai visto in centro o dell’ultima ragazza con cui stai uscendo. La Sora Franca è così: un orecchietto disponibile, una spalla su cui piangere ma soprattutto, si spera, qualcuno con cui ridere.
La Sora, chiamata così per via della sua natura di casalinga disperata (anche se infinitamente meno strafiga, ricca e ben vestita di quelle della Tv) abilmente nascosta sotto una patina di donna emancipata e acculturata, si è distinta negli ultimi anni per alcune sue tipiche esternazioni che ne fanno la confidente ideale per uomini e donnole:

All’amica devastata dall’abbandono del fidanzato: “Beh, non ti dico che passerà presto….potrebbero volerci mesi e anni, ma tranquilla che alla fine passa!”

All’amico orgoglioso del suo cappottino nuovo: “Mmmhh, sembri un Taralluccio…”

All’amica indecisa su un maglione: "Ma sì,comprati qualcosa di colorato, che di solito sembri una carroga!" (cornacchia, Ndr.)”.


Talvolta capita che invochi una morte repentina, soprattutto quando sente usare i congiuntivi sbagliati, e l’ultima volta l’ho sentita implorare di essere “lanciata sull’albero di Natale per essere più agevolmente incendiata, tipo pira funeraria, perché la discussione andava troppo per le lunghe e lei doveva infornare la torta salata.

Qualcuno ha anche detto che la Sora Franca talvolta dà, nella sua Posta del Cu…ore, rispostine degne di quella tremenda di Susanna Agnelli (ve la ricordate sulle pagine della rivista scientifica Oggi?).
Non è assolutamente vero: la Sora non ha il dono della sintesi bensì quello della tenerezza e profonda empatia con l’umanità: come farebbe altrimenti ad ascoltare i racconti piccanti di qualche suo amico riuscendo a non sbuffare?

La Sora Franca è, insomma, il lato B della Regina Madry, alla quale potete anche scrivere se volete: discrezione, minuziosa analisi del problema e tempestiva risposta, nonché la solita parola buona, sono garantite per tutti.

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