Nemmeno la violenza è più quella di una volta.

Ieri ho fatto una chiacchierata con una criminologa (è un privilegio della stampa, bellezza). La quale mi ha spiegato una cosa molto interessante, alla quale sto pensando da un po’: la violenza di oggi è diversa da quella di ieri. E’ una violenza – psicologica e soprattutto fisica, o comunque espressa mediante distruzione o aggressione a persone o cose- che si può definire “ludica”. Non è più tanto “ideologica”, quindi in un certo senso regolamentata e “contenuta”.
Ebbene sì: di puro divertimento, come antidoto contro la noia, la solitudine, la mancanza di scopi nella vita. Non so che fare, mi sento vuoto, dunque aggredisco il mio prossimo (anche se non gli attribuisco, ovviamente, questa caratteristica di vicinanza umana) e poi, magari, metto tutto su Internet.
Cioè, schematizzando, da quella qualunquista che sono: prima rossi e neri si picchiavano fra loro, la tifoseria (?) Y pestava quelli della X, magari le fazioni cattoliche e laiche polemizzavano e talvolta si insultavano aspramente sui diritti civili (adesso mi pare difficile, sono tutti appartenenti alla prima).
Oggi possono tranquillamente accadere, e infatti accadono, episodi di kubrikiana “ultraviolenza”, pestaggi, stupri, aggressioni e omicidi praticati senza un vero perché e senza nemmeno Beethoven, nonostante la maggioranza di essi sia compiuta da persone in situazioni economico-culturali medio alte.
Nemmeno la violenza è più quella di una volta, ma purtroppo in questo caso non si tratta di un luogo comune!

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