Il migliore amico della donna.


Quello che alanis morissette chiamava il “best friend with benefits”.
Quali siano i benefits in più, di solito viene contrattato, apertamente o meno, dalla parti. Magari si tratta di una “amicizia amorosa”, che significa che la tentazione di saltarsi addosso come due adolescenti in macchina sotto casa è già stato consumata o sta per esserlo, oppure che c’è stata una relazione (o relativo tentativo) finita abbastanza bene (cioè il partner non ha messo le vostre foto/video in Internet, non vi ha rigato la macchina e soprattutto, soprattutto, non vi ha traditi), e che quindi, passato un tempo decente, tanta acqua e possibilmente anche qualcun altro sotto i ponti nel frattempo, si può “essere amici”.
Epperò questa benedetta amicizia fra uomo e donna (che è possibile, basta accettare il fatto che si è sessualmente indifferenti al nostro best friend, e dunque esercitare il nostro naturale bisogno di civetteria in altre sedi) contiene delle zone d’ombra che non si sa bene come gestire, e che spesso sfumano fino alla classica sindrome definita “Cara, sto arrivando, butta la pasta (è il mio lato da casalinga ex disperata). Infatti, purtroppamente, duole dirlo perché come voi sapete bene io adoro gli uomini, la sindrome colpisce di solito l’altra metà del cielo, quella col fiocco azzurro. E quindi il caso tipico è quello del tuo amico che ti tratta come una moglie, o nei casi peggiori come il proibito sogno italico dell’ibrido fra la moglie e la mamma.
Ti chiama sempre, ti manda il messaggino della buonanotte, quello per portarti a bere il caffè al Poetto, eccetera: il massimo dell’orrore avviene quando ti chiede di accompagnarlo a fare shopping. Poche cose infatti inteneriscono il cuore già un po’ crepato (in tutti i sensi) della single per forza come il commentare le camicie e i maglioncini dell’”amico” del cuore sotto le angosciose luci al neon di certi camerini.
(raramente i maschi amici ci portano a verificare i pantaloni, avete notato? Quello temo sia un privilegio riservato alle mogli).
Il problemino nasce, anzi è già nato, talvolta perfino già sviscerato insieme, quando uno dei due comincia a capire che la linea d’ombra sta per essere scavalcata e si chiede “perchè no?”, esattamente mentre l’altro si sta dicendo “meglio di no”. E però non gli/le va bene rinunciare a questo rapporto speciale, fatto di calore, di comprensione, anche di divertimento; non vuole prendere una decisione, anche se in fondo al suo cuoricione di ragazzone/a di quasi 40 anni sa che dovrebbe, se non altro per non ingenerare false speranze nell’amica/o del cuore (che si sa bene essere avviata/o sulla strada terribile e meravigliosa della cotta).
Finchè qualcuno non perde la pazienza.

(la foto è di F.Sanna)

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