L’entusiasmante avventura della maternità e della paternità, come sospettavano la Regina Madry e Azzurro, non è fatta solo di momenti splatter come quello della medicazione del cordone ombelicale (ditemi voi chi amerebbe medicare un moncone di roba nera, ovviamente al quadrato), o di teneri sbavamenti dei due cuccioli mentre si cerca di far loro fare il famigerato ruttino (di solito dall’eco cavernosa e acida, poveretti), ma anche di romantici momenti come le notti insonni punteggiate da urla assordanti che strapperebbero il cuore anche a Madry, per l’appunto.
I ragazzini, somiglianti in quei momenti più a Iggy e Ozzy (Pop e Osbourne, ovviamente) che ai due fagotti dagli occhi languidi dei primi giorni, sono pur sempre due bambinotti, no? E ai neonati si cantano le ninnananne, no?
Ecco allora Madry e Azzurro che comprano soddisfatti un bel libro con Cd con tutte le ninnenanne del mondo, evviva!, salvo poi scoprire che è una roba agghiacciante tipo canto gregoriano e che nulla può contro i normali (?) contorcimenti da colichette addominali che sembrano una scena de L’Esorcista.
Vabbè: siamo tornati allora al fai da te, con quella canzoncina che sono certa hanno cantato anche a noi: ninna nanna, ninna-oh, questo bimbo a chi lo do… eccetera. Questa è la Versione di Madry:
ninna nanna, ninna-oh, questo bimbo a chi lo do…
lo darò alla Befana, che se lo tenga una settimana
lo darò a zio Silvione, che è il vero eversore
lo darò a Bindi Rosy
che da sola vale il doppio di tanti parlamentari più famosi
non lo darò mai a un leghista
a cui una lobotomia farebbe meglio di una polenta mista
oppure, ninna nanna, ninna-oh, questo bimbo a chi lo do…
potrei darlo a Piero Marrazzo
che fa rima proprio con sesso pazzo
oppure anche a Franceschini
che fa venire voglia di votare Fini
lo darò a Renato Brunetta
che di vita precaria si meriterebbe una bella fetta
ninna nanna ninna oh
bimbo mio a chi ti do
sempre meglio Barbablù
di una Binetti in cilicio blu
e perfino l’Uomo Nero
che ti tenga un anno intero
così almeno per un anno
non senti delle cose che non vanno
ninna nanna ninna oh
questo bimbo a chi lo dooooo….
giovedì 29 ottobre 2009
giovedì 24 settembre 2009
Dimensione Panza (Confusa e felice)
Scongiurato il pericolo dell'uomo nato sotto il segno della Vergine,
arrivata allo stremo della forza fisica e della sopportazione ospedaliera quasi mensile di un troppo vasto campionario di madri psicopatiche,
proiettata come le suddette verso un unico scopo nella vita che ha superato perfino l'avere la testa in ordine,
finalmente ce l'abbiamo fatta:
il 23 settembre, sotto il segno della Bilancia come la mamma, sono nati Michele e Leonardo,quasi 5 chili complessivi di bellezza, bontà e capelli a crestina :-)
Ci siamo innamorati subito di questi veri gemelli diversi, che secondo Azzurro profumano di ciliegia e che fissano il mondo con occhi gonfi e indagatori, e forse per la prima volta nella vita abbiamo raggiunto uno stato di grande rilassatezza, unita a quella curiosa sensazione di essere, come dire? confusa e felice, ancora troppo stordita dalla voglia di annusarli per riflettere su quelle meravigliose parole di Kahlil Gibran:
I vostri figli non sono i vostri figli
di Gibran Kahlil Gibran
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
arrivata allo stremo della forza fisica e della sopportazione ospedaliera quasi mensile di un troppo vasto campionario di madri psicopatiche,
proiettata come le suddette verso un unico scopo nella vita che ha superato perfino l'avere la testa in ordine,
finalmente ce l'abbiamo fatta:
il 23 settembre, sotto il segno della Bilancia come la mamma, sono nati Michele e Leonardo,quasi 5 chili complessivi di bellezza, bontà e capelli a crestina :-)
Ci siamo innamorati subito di questi veri gemelli diversi, che secondo Azzurro profumano di ciliegia e che fissano il mondo con occhi gonfi e indagatori, e forse per la prima volta nella vita abbiamo raggiunto uno stato di grande rilassatezza, unita a quella curiosa sensazione di essere, come dire? confusa e felice, ancora troppo stordita dalla voglia di annusarli per riflettere su quelle meravigliose parole di Kahlil Gibran:
I vostri figli non sono i vostri figli
di Gibran Kahlil Gibran
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
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venerdì 18 settembre 2009
Son tutte belle le mamme del mondo. O forse no.
"Perdono mio marito: ha commesso un gesto orrendo, ma è mio marito, il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa": lo ha detto la mamma di Sanaa, la ragazza marocchina di 18 anni, uccisa martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone). Il motivo, sempre quello: la ragazza stava con un italiano, di religione diversa, e desiderava una vita diversa.
Ero indecisa se commentare in qualche modo l'incommentabile, cioè un padre che accoltella la figlia alla gola per i soliti motivi che qualche anima bella e ipocrita attribuirebbe, forse, al relativismo culturale, come se un musulmano fosse autorizzato dalla sua religione a uccidere.
Però, ancora una volta, ecco che spunta una donna a sorprendermi: la madre della ragazza, dalla quale certo non mi aspettavo che ripudiasse il marito (in quel "relativismo" non usa, anche se si trovano in un altro Paese, con altre regole e tutele)per l'uccisione della carne della sua carne, ma che almeno stesse zitta (d'altronde si sa che chi tace acconsente, quindi, signora, lo scopo sarebbe stato comunque raggiunto).
Invece no. La madre - ha riferito l'imam - condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l'uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere.
Personalmente, non sono nemmeno d'accordo sul "far rimanere queste persone a casa loro", come se la pratica dell'omicidio familiare non ci riguardasse, una volta spostata dal nostro territorio (anche perchè pure gli italiani ne hanno da insegnare, anche se di solito prediligono il filone ex mogli-ex fidanzate).
Povera Sanaa, come anche Hinna, qualche tempo fa. Chissà se sapevi quanto sono orrende certe non-persone, anzi magari proprio per questo volevi ottenere un minimo di libertà, di possibilità.
Ero indecisa se commentare in qualche modo l'incommentabile, cioè un padre che accoltella la figlia alla gola per i soliti motivi che qualche anima bella e ipocrita attribuirebbe, forse, al relativismo culturale, come se un musulmano fosse autorizzato dalla sua religione a uccidere.
Però, ancora una volta, ecco che spunta una donna a sorprendermi: la madre della ragazza, dalla quale certo non mi aspettavo che ripudiasse il marito (in quel "relativismo" non usa, anche se si trovano in un altro Paese, con altre regole e tutele)per l'uccisione della carne della sua carne, ma che almeno stesse zitta (d'altronde si sa che chi tace acconsente, quindi, signora, lo scopo sarebbe stato comunque raggiunto).
Invece no. La madre - ha riferito l'imam - condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l'uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere.
Personalmente, non sono nemmeno d'accordo sul "far rimanere queste persone a casa loro", come se la pratica dell'omicidio familiare non ci riguardasse, una volta spostata dal nostro territorio (anche perchè pure gli italiani ne hanno da insegnare, anche se di solito prediligono il filone ex mogli-ex fidanzate).
Povera Sanaa, come anche Hinna, qualche tempo fa. Chissà se sapevi quanto sono orrende certe non-persone, anzi magari proprio per questo volevi ottenere un minimo di libertà, di possibilità.
giovedì 17 settembre 2009
San Gennaro, aiutaci tu.
A Napoli un uomo (già affetto da grave cardiomiopatia dilatativa e diabete mellito) muore per la nuova influenza da virus H1N1 (che pare sia un po’ come le vecchie, soprattutto se colpisce vecchi, bambini, persone con patologie) e la sua casa, la sua famiglia vengono trattai come degli untori del terzo millennio, appestati moderni, addirittura al funerale del poveretto non ci va nessuno per la paura del contagio (forse le spore escono dalla bara?).
Forse intendevano questo con “vedi Napoli e poi muori”, chissà.
Però, quando si tratta di appoggiare le labbra (dunque la saliva, la faccia, le mani, a migliaia) su una teca in vetro per manifestare la propria devozione religiosa, non c’è paura che tenga, e anzi l’autorizzazione ufficiale viene proprio dalla massime cariche religiose, dopo, pare, aver raccolto “il parere di esponenti autorevoli del mondo medico-scientifico”, bontà loro.
Infatti, a Napoli, in tempi di psicosi da nuova influenza per cui si evita di passare nella strada dove abitava il poveraccio morto (anche qui, forse le spore trapassano i confini delle imposte sbarrate), il cardinale Sepe, "convinto della forza della preghiera e della protezione del Santo Martire", esorta tutti "a manifestare la propria fede, innanzitutto, attraverso la preghiera, lasciando a quanti lo desiderano, come per tradizione, la libertà di esprimere la propria devozione al Santo nel modo voluto, anche attraverso il bacio della teca di San Gennaro”.
Al quale anche io, che normalmente (cioè come normale prassi igienica) non bacerei mai un pezzo di vetro, plastica, legno, qualsiasi materiale sul quale migliaia, ripeto migliaia di persone hanno fatto la stessa cosa, rivolgo una preghiera, che mi pare così difficile da esaudire che solo un santo può arrivarci: liberarci, nel 2009, almeno da un po’ di questa ignoranza crassa, medievale, autocompiaciuta della propria piccineria, e profondamente intrisa di quella tuttologia che ci fa pensare di saperne più degli altri.
Forse intendevano questo con “vedi Napoli e poi muori”, chissà.
Però, quando si tratta di appoggiare le labbra (dunque la saliva, la faccia, le mani, a migliaia) su una teca in vetro per manifestare la propria devozione religiosa, non c’è paura che tenga, e anzi l’autorizzazione ufficiale viene proprio dalla massime cariche religiose, dopo, pare, aver raccolto “il parere di esponenti autorevoli del mondo medico-scientifico”, bontà loro.
Infatti, a Napoli, in tempi di psicosi da nuova influenza per cui si evita di passare nella strada dove abitava il poveraccio morto (anche qui, forse le spore trapassano i confini delle imposte sbarrate), il cardinale Sepe, "convinto della forza della preghiera e della protezione del Santo Martire", esorta tutti "a manifestare la propria fede, innanzitutto, attraverso la preghiera, lasciando a quanti lo desiderano, come per tradizione, la libertà di esprimere la propria devozione al Santo nel modo voluto, anche attraverso il bacio della teca di San Gennaro”.
Al quale anche io, che normalmente (cioè come normale prassi igienica) non bacerei mai un pezzo di vetro, plastica, legno, qualsiasi materiale sul quale migliaia, ripeto migliaia di persone hanno fatto la stessa cosa, rivolgo una preghiera, che mi pare così difficile da esaudire che solo un santo può arrivarci: liberarci, nel 2009, almeno da un po’ di questa ignoranza crassa, medievale, autocompiaciuta della propria piccineria, e profondamente intrisa di quella tuttologia che ci fa pensare di saperne più degli altri.
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venerdì 11 settembre 2009
L'uomo col bilancino
L'uomo con il bilancino ricorda certi bottegai di una volta e quelle bilance vecchie, di solito rosse, con i piattini in cui soppesare la merce mettendo un pesetto dall'altra parte; io li ho conosciuti, sono di varie misure e fanno da contrappeso, appunto, a qualcos'altro.L'uomo con il bilancino fa la stessa cosa, precisa precisa, non tanto con i legumi o con l'oro a peso, ma con i sentimenti.
Cioè: ho provato un tot di emozioni facendo così, mentre l'aspettativa era cosà, il risultato finale non fa quadrare i conti, insomma non rispetta il calcolo millimetrico (e un po' ingenuo) della mia mente bacata. E' una evoluzione del “pensavo fosse amore e invece era un calesse”: in questo caso qualcosa è andato storto nella lista della spesa diligentemente compilata dall'omino, con componenti bizzarre tipo: questi sono i pro e questi i contro della nostra relazione, ho verificato e ho visto che i secondi superano i primi, quindi non può funzionare.
Caratteristica dell'uomo col bilancino è di essere recidivo, nel senso che la lista della spesa e il suo immaginario di ciò che dovrebbe essere cambiano, anche se di poco, insomma “su tanti” (la quantità giusta) per andare, tornare, fare un passo indietro, tentennando nel frattempo, arrivando al traguardo con immane fatica (se trova ancora qualcuno che l'aspetta, si intende)...e poi cambiando idea, perchè (vedi sopra) la realtà non corrisponde alla sua idea, ma soprattutto al suo calcolo.
Boh: io non ci capisco granchè, mi limito a registrare questa tipologia umana da inserire nella mia personale casistica. Sono indecisa sotto quale voce, però: mania del controllo o banale scempiaggine?
lunedì 7 settembre 2009
Cronaca Vera *
* [Nel senso, ovviamente, di quel mitico settimanale con titoli enormi tipo: “Infermieri sciacalli 'vendevano' alle imprese di pompe funebri i morti in ospedale e coi lauti proventi della bustarelle organizzavano festini a luci rosse nelle camere mortuarie”]
Spiaggia assolata, in piena estate: mi si fa notare che la mia scorta di giornalacci di gossip e riviste “femminili” (sic!), è "roba brutta, perchè perdo tempo in queste letture"?
Ora, a parte che titoli tipo “Milly Carlucci: sorrido sempre ma devo fare i conti con una spina nel cuore oppure "Max Rosolino: ho chiesto a Natalia di darmi un figlio maschio" nonché “Celin Dion e il suo....secondo figlio in vitro” esercitano su di me un fascino perverso da sempre, rimango convinta che questo tipo di atteggiamento un po'censorio sia fondamentalmente snobistico, ma del tipo peggiore, quello dei parvenu della cultura, cioè quelli che ad agosto, in spiaggia, devono farsi vedere con un libro di Kundera in mano, perchè fa intelligente.
Io, che ho una grande curiosità in generale, non vorrei privarmi di nulla; sorrido pensando che la qualità è essenziale ma anche la quantità aiuta a capire molte cose e che è grazie agli innumerevoli libri di Stephen King o Agatha Christie letti in gioventù se oggi amo la raffinata Fred Vargas; leggo (a dir la verità sfoglio) volentieri i giornalacci ma uno dei miei libri della vita è Memorie di Adriano della Yourcenar, che peraltro ho tentato invano di far leggere al censore di cui sopra.
Quindi attenzione,criticoni, perchè fra il modello “sciampista che guarda Amici di Maria” e si compra solo le riviste in cui campeggiano le foto dei tronisti e l'intellettualoide che cita Kant e disquisisce per ore della “decrescita felice” c'è una terza via, probabilmente anche una quarta o quinta e chi più ne ha più ne metta, forse meno intelligente, certo non così noiosa, per fortuna ampiamente disintossicata dallo snobismo.
Spiaggia assolata, in piena estate: mi si fa notare che la mia scorta di giornalacci di gossip e riviste “femminili” (sic!), è "roba brutta, perchè perdo tempo in queste letture"?
Ora, a parte che titoli tipo “Milly Carlucci: sorrido sempre ma devo fare i conti con una spina nel cuore oppure "Max Rosolino: ho chiesto a Natalia di darmi un figlio maschio" nonché “Celin Dion e il suo....secondo figlio in vitro” esercitano su di me un fascino perverso da sempre, rimango convinta che questo tipo di atteggiamento un po'censorio sia fondamentalmente snobistico, ma del tipo peggiore, quello dei parvenu della cultura, cioè quelli che ad agosto, in spiaggia, devono farsi vedere con un libro di Kundera in mano, perchè fa intelligente.
Io, che ho una grande curiosità in generale, non vorrei privarmi di nulla; sorrido pensando che la qualità è essenziale ma anche la quantità aiuta a capire molte cose e che è grazie agli innumerevoli libri di Stephen King o Agatha Christie letti in gioventù se oggi amo la raffinata Fred Vargas; leggo (a dir la verità sfoglio) volentieri i giornalacci ma uno dei miei libri della vita è Memorie di Adriano della Yourcenar, che peraltro ho tentato invano di far leggere al censore di cui sopra.
Quindi attenzione,criticoni, perchè fra il modello “sciampista che guarda Amici di Maria” e si compra solo le riviste in cui campeggiano le foto dei tronisti e l'intellettualoide che cita Kant e disquisisce per ore della “decrescita felice” c'è una terza via, probabilmente anche una quarta o quinta e chi più ne ha più ne metta, forse meno intelligente, certo non così noiosa, per fortuna ampiamente disintossicata dallo snobismo.
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sabato 5 settembre 2009
Dimensione Panza (Reparto Maternità version)
Quando il gioco di fa duro, pare, i duri cominciano a giocare. Devono aver pensato questo i due scarrafoni (confidenzialmente chiamati Kevin e Alan) che abitano il mio corpiciotto, visto che a un certo punto hanno deciso di cominciare la loro discesa. Ergo, Madry è stata ricoverata in ospedale e non vede la luce naturale da 16 giorni, cosa che sta seriamente facendo vacillare il suo equilibrio psichico (oltre ad averle fatto perdere 2 chili, provocato una tosse cavernosa e una serie di fastidiosi inconvenienti di cui non è elegante che parli una signora). Siccome è prestino perchè i ragazzi vadano ad occupare i loro lettini Ikea, Madry è a tutti gli effetti prigioniera in una stanza per 5 persone, con tre tentativi di dimissione miseramente naufragati: altro che "l'utero è mio e lo gestisco io", quello lì fa esattamente il contrario di ciò che dovrebbe!
La ginecologa, quella santa donna, mi ha perfino suggerito di parlare con Kevin, l'indisciplinato che dà testate dove non dovrebbe: e infatti io ci parlo, dico a lui e al fratello "dai, state calmi, fate da bravi, se state lì fermi e fate uscire la mamma dal'ospedale prometto di non vendervi al mercato nero o agli zingari", ma loro, da qualche settimana, continuano a dimostrare questa assolutamente ingiustificata voglia di nascere. Per cosa poi? a leggere la prima pagina del quotidiano di oggi a chiunque verrebbe voglia di tornare nell'utero materno.
Vabbè: era solo per dirvi che quello che si dice degli ospedali è assolutamente vero, per esempio non prendete MAI la pasta in bianco e il polpettone solo se avete lo stomaco forte. Per il resto, ho visto ruotare una serie di casi medici e umani che neanche "Reparto Maternità" su Sky, e altrettanti pittoreschi episodi, dall'uso di una della temibile padella a 30 centimetri dalla colazione della altre, alle suonerie di Flashdance e di Profondo Rosso a tutto volume alle sette del mattino, passando per quel vizio tutto umano di fare il tuttologo, a metà fra il ginecologo e il Mago Otelma: così chi ha fatto il taglio cesareo non è sicura di potersi lavare i capelli (!!),chi prova il desiderio di qualcosa (le cosiddette "voglie") deve stare attenta a non toccarsi il corpo perchè altrimenti il bimbo nascerà con una macchia lì. In un reparto in cui il minimo è una minaccia di aborto, mi sembra che il tutto abbia una sua logicità, no? un pò come quella che mi ha fatto notare che mi muovo troppo (ebè, la pazza gioia in corsia...) e poi confessa candidamente di passarsi l'epilatore elettrico sulla pancia.
Sogni, bisogni, aspettative, lamentele, stronzaggini e preoccupazioni, bambinotti che passano tutti affiancati in un grande carrello per essere distribuiti alle mamme che fino a poco prima lanciavano urla disumane, il personale gentile e quello gelido, le pazienti noiose a morte e il tempo che non passa mai: anche questa, evidentemente, può essere la Dimensione Panza.
La ginecologa, quella santa donna, mi ha perfino suggerito di parlare con Kevin, l'indisciplinato che dà testate dove non dovrebbe: e infatti io ci parlo, dico a lui e al fratello "dai, state calmi, fate da bravi, se state lì fermi e fate uscire la mamma dal'ospedale prometto di non vendervi al mercato nero o agli zingari", ma loro, da qualche settimana, continuano a dimostrare questa assolutamente ingiustificata voglia di nascere. Per cosa poi? a leggere la prima pagina del quotidiano di oggi a chiunque verrebbe voglia di tornare nell'utero materno.
Vabbè: era solo per dirvi che quello che si dice degli ospedali è assolutamente vero, per esempio non prendete MAI la pasta in bianco e il polpettone solo se avete lo stomaco forte. Per il resto, ho visto ruotare una serie di casi medici e umani che neanche "Reparto Maternità" su Sky, e altrettanti pittoreschi episodi, dall'uso di una della temibile padella a 30 centimetri dalla colazione della altre, alle suonerie di Flashdance e di Profondo Rosso a tutto volume alle sette del mattino, passando per quel vizio tutto umano di fare il tuttologo, a metà fra il ginecologo e il Mago Otelma: così chi ha fatto il taglio cesareo non è sicura di potersi lavare i capelli (!!),chi prova il desiderio di qualcosa (le cosiddette "voglie") deve stare attenta a non toccarsi il corpo perchè altrimenti il bimbo nascerà con una macchia lì. In un reparto in cui il minimo è una minaccia di aborto, mi sembra che il tutto abbia una sua logicità, no? un pò come quella che mi ha fatto notare che mi muovo troppo (ebè, la pazza gioia in corsia...) e poi confessa candidamente di passarsi l'epilatore elettrico sulla pancia.
Sogni, bisogni, aspettative, lamentele, stronzaggini e preoccupazioni, bambinotti che passano tutti affiancati in un grande carrello per essere distribuiti alle mamme che fino a poco prima lanciavano urla disumane, il personale gentile e quello gelido, le pazienti noiose a morte e il tempo che non passa mai: anche questa, evidentemente, può essere la Dimensione Panza.
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